Ludwig Mies van der Rohe nasce il 27 marzo 1886 nelle vicinanze di Aquisgrana, il più piccolo di cinque fratelli. Il padre lavora come scalpellino nel suo laboratorio, occupandosi prevalentemente di monumenti funerari, e da quando ha 6 anni, anche Ludwig comincia a dare una mano in bottega; nel frattempo, frequenta la Domschule anche se non prenderà mai il diploma. Durante gli studi, cambia indirizzo più volte finché non si iscrive al corso di arti e mestieri, che frequenterà mentre lavora per Max Fischer, un artista specializzato in decorazione a stucco d’interni; durante questo periodo, Ludwig sviluppa un’eccellente capacità di disegno a mano libera e comincia a collaborare con architetti e costruttori locali. Nel 1905 comincia la sua vera carriera.
Mies Van der Rohe tra Berlino e Chicago
Nel 1905, Mies van der Rohe si trasferisce a Berlino ed è qui che conosce Bruno Paul: lavorerà nel suo studio per qualche anno, cominciando ad apprendere le prime nozioni di architettura. Tra il 1906 e il 1908 frequenta l’Accademia delle Belle Arti e negli anni successivi sarà collaboratore di Behrens, Gropius, Meyer e Le Corbusier, affinando il suo stile e apprendendo nuove tecniche finché nel 1913 aprirà il suo primo studio a Berlino.

Gli anni Venti sono un periodo particolarmente intenso per Ludwig: realizza i suoi primi grattacieli in vetro, edifici in cemento armato e monumenti commemorativi ma soltanto nel 1929 riuscirà ad esprimere pienamente la sua idea di architettura e design: sarà infatti lui a essere scelto per progettare il padiglione della Germania per l’Esposizione Universale di Barcellona. In quegli anni sarà anche direttore artistico del Weissenhof e della Bahaus, ruoli che dovrà abbandonare nel periodo nazista, quando si trasferisce negli Stati Uniti.
Quando arriva a Chicago, la sua fama di designer era già notevole: era stato direttore della scuola Bahaus di Berlino, aveva vinto numerosi e importanti concorsi per la progettazione di opere architettoniche. A Chicago divenne il preside della scuola di architettura e continuò il suo lavoro costruendo numerosi edifici, tra cui quello che viene considerato la massima espressione del suo stile minimalista e innovativo, il Seagram Building a New York. Mies van der Rohe muore nel 1969 a Chicago.
Mies van der Rohe: opere e stile

Poltrona e pouf Barcelona
Fin da giovane, Mies van der Rohe sviluppa un particolare gusto per la purezza delle forme, l’eleganza delle proporzioni e la cura del dettaglio. Nel corso della sua carriera sperimenta l’uso di materiali industriali, principalmente acciaio e vetro, che ritroviamo in diverse sue opere, tutte ispirate all’essenzialità e alla funzionalità: le forme architettoniche sono semplificate al massimo, tanto che Mies van der Rohe farà suo il celebre motto “Less is more” (“Il meno è il più”).
In ambito architettonico, il Padiglione tedesco per l’Esposizione internazionale di Barcellona esprime al meglio questo stile fatto di vuoti, purezza ed essenzialità, così come le opere successive: il Seagram Building a New York con la piazza con fontana su Park Avenue, il museo di arte contemporanea di Berlino e il Federal Building.
Come designer, il suo pezzo più famoso è sicuramente la celebre Barcelona Chair, disegnata in occasione dell’Esposizione universale del 1929 e oggi considerata uno dei pezzi di interior design più interessanti e iconici.




